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Gli Oratori dedicati a San Rocco PDF Stampa
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San Rocco su Ponte d'Aura
San Rocco su Ponte d'Aura
Negli anni 1513-14, una terribile ondata di peste infierisce sulle popolazioni ossolane falcidiandole: ovunque si organizzano lazzaretti per accogliere gli ammalati e in valle vengono istituiti turni di guardia per controllare la gente di passaggio avvistata dalle torri e dai campanili. Nel 1530 prima e nel 1630 poi, altre effusioni di peste toccano drammaticamente la Valle Vigezzo.

San Rocco di Montpellier è il santo cui maggiormente la gente devota si rivolgeva in funzione taumaturgica per ottenere la guarigione dalla peste o un’intercessione affinché il morbo non attecchisse.
Egli nasce all’inizio del Trecento da nobile famiglia; con gesto francescano, dona i suoi beni ai poveri e si avvia in pellegrinaggio a Roma. L’Europa, a partire dal 1348, è travagliata da una terribile pestilenza e Rocco inizia a curare gli appestati conquistandosi quella fama di taumaturgo che lo porta con cristiana compassione attraverso l’Italia. La leggenda narra che, intorno a Piacenza, viene a sua volta colpito dal morbo e si ritira sulle sponde del Po per morire in solitudine, ma il cane di un nobile del luogo gli porta del pane e gli lenisce il bubbone della gamba fino alla guarigione. Ripresa la via per la Francia, sul Lago Maggiore viene arrestato come spia e condotto in prigione dove muore.

Dal punto di vista storico artistico, il più interessante tra gli oratori dedicati a San Rocco è quello di Crana, intersecato con il più grande oratorio di San Giovanni Evangelista. Il secondo oratorio oggetto di visita, è quello di Sagrogno, la magnifica frazione di Druogno circondata da prati e campi.

Oratorio di San Rocco di Crana
Oratorio di San Rocco di Crana
L’ultimo degli oratori di fondovalle dedicati al Santo invocato contro la peste si trova a Villette, in zona Vallaro, sul selciato che porta verso il Museo della Cà di Feman.


San Rocco a Crana

Interno Oratorio di San Rocco di Crana
Interno Oratorio di San Rocco di Crana
All’interno, una traccia scritta chiarisce l’origine dell’edificio: "Olà viandante sappi che tutti gli abitanti di questa cittadina profondamente memori dei benefici ricevuti correndo il quinto anno da quando infierì una terribile peste, questa cappella eressero per voto e consacrarono al Dio Ottimo Massimo e a San Rocco alle idi di agosto 1534. Battista da Legnano, abitante a Varese, dipinse questa opera".

Gli affreschi di questo apprezzato colorista di scuola lombarda, ricoprono interamente le due pareti del corpo dell’edificio, narrando la vicenda terrena di San Rocco (anche se il restauro operato da Luigi Morgari alla fine dell’Ottocento ha affievolito il fascino degli affreschi sulla parete a sinistra dell’altare).


San Rocco a Sagrogno

Oratorio San Rocco a Sagrogno
Oratorio San Rocco a Sagrogno
Oratorio di San Rocco a Sagrogno  ha una struttura architettonica unica in Vigezzo: un’abside semicircolare aggettante verso nord e una pianta rettangolare molto semplice. Gli affreschi, di mano popolare, raffigurano:

  • Sull’alzata dell’arco absidale, un’Annunciazione
  • Nel sottarco absidale, da una parte, Davide con la testa di Golia e, dall’altra, Mosè
  • Nell’abside, Cristo in mandorla di nubi ai cui lati si trovano San Rocco e San Sebastiano

Un cartiglio alla base dell’affresco della Madonna di Re posto in facciata (dove si trova anche un piccolo campaniletto) recita: ”Questo oratorio fu costruito nel 1453 e restaurato nel 1861”


San Rocco a Villette

Oratorio di San Rocco a Villette
Oratorio di San Rocco a Villette
Sorto nel 1655 grazie al generoso contributo di dieci libbre d’oro offerte da Lorenzo Tadina e dedicato a San Rocco in funzione protettiva, rispondeva all’esigenza dell’oblatore di avere una chiesetta più vicina a casa nella quale andare a messa.
L’oratorio è una costruzione semplicissima, ma riccamente decorato e affrescato secondo una complessa simbologia:

  • Il pellicano simbolo dell’amore che sacrifica se stesso. Il pellicano nutre i suoi piccoli puntando il becco sul petto per poter prendere i pesci dalla borsa posta sotto la gola, insanguinandosi
  •  Agnello, croce, uva, grano: simboli del sacrificio di Cristo che si è fatto pane e vino per la mensa degli uomini
  • Bastone, cappello, conchiglia: simboli dei santi pellegrini
  • Calendario ebraico, copricapo con il serpente, le Tavole delle Leggi e l’Arca dell’Alleanza

Esiste anche un Oratorio dedicato a San Rocco in piena montagna (1640 m), alla Colma di Craveggia, raggiungibile in circa 45 minuti di cammino dall’arrivo della funivia della Piana di Vigezzo, prendendo il sentiero verso est indicato a lato del ristoro.

Esso si trova in un’area punteggiata di coppelle su massi.

 

 
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