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La pittura fra XV e XVI secolo PDF Stampa
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Madonna con Bambino - Cappella del Coss -Traffiume di Cannobio
Madonna con Bambino - Cappella del Coss -Traffiume di Cannobio
La posizione periferica delle valli Cannobina, Vigezzo e Centovalli fece sì che la pittura locale fra XV e XVI secolo risentisse in maniera sporadica dei grandi fermenti del Rinascimento conservando un suo carattere specifico, ancora profondamente ancorato all'arte romanica.
Molta influenza su un gusto arcaicizzante della pittura ebbe il carattere di devozione popolare delle immagini, con evidenti ripetizioni di modelli e stili: figure rigide e statiche poste frontalmente con minime concessioni alla ricerca prospettica ed alla decorazione. Non a caso, i rari esempi locali che denotano una conoscenza delle nuove tendenze artistiche lombarde (l'interno della Chiesa di S. Gottardo a Carmine Superiore o il ciclo di Casa Morigia a Pallanza) sono collegati ad una committenza più colta e raffinata.
Ricorrente la rappresentazione dell'immagine della Madonna (Madonna del Latte, Madonna di Loreto, Madonna in trono con Bambino, Vergine di Misericordia) largamente venerata insieme ad alcuni santi invocati a protezione dei viandanti e a salvaguardia dalle pestilenze (S. Cristoforo, S. Rocco, S. Sebastiano, S. Antonio Abate), e immagini legate alla passione di Cristo (Crocifissioni, Pietà).
La tecnica pittorica è quasi sempre l'affresco, limitando, semmai, a pochi dettagli i più costosi interventi di finitura a secco (dorature, velature, coloriture in azzurro lapislazzulo, ...).
Per lo più i pittori che hanno lavorato nei territori delle valli Cannobina e Vigezzo sono rimasti ignoti; non è così per le botteghe di Cristoforo e Nicolao da Seregno (detti i “Seregnesi”) e di Antonio da Tradate che tra la seconda metà del quattrocento e l'inizio del cinquecento dipinsero alcune opere nei territori delle tre valli. Significativo che tali pittori non fossero della zona ma provenissero dalla Lombardia e che avessero eletto a loro dimora Lugano, i primi, e Locarno, il secondo: essi trascorsero un breve periodo nelle valli Cannobina e Vigezzo per eseguire alcune piccole commesse e poi tornarono in Ticino dove si possono ammirare numerosi esempi della loro opera.


Antonio da Tradate in Valle Cannobina 

 

Oratorio della Madonna del Sasso - Orasso
Oratorio della Madonna del Sasso - Orasso
Antonio da Tradate si colloca pienamente all’interno del filone arcaicizzante della pittura tardo quattrocentesca locale.
Artista di origine lombarda, dal 1497 fissò la sua residenza a Locarno; proprio nel Canton Ticino si trovano più numerose le testimonianze della sua opera (Centovalli, Locarnese, Malcantone, Val Blenio, ...).
La bottega, la cui attività è documentata fra il 1490 ed il 1510, contava fra i suoi membri anche il figlio Giovanni Taddeo.
Fra le opere di maggior interesse si ricordano i cicli pittorici della Chiesa di San Michele a Palagnedra (Centovalli), la decorazioni del coro della chiesa di S. Martino a Ronco sopra Ascona e la teoria di santi in S. Maria della Misericordia ad Ascona.
Lo stile pittorico di Antonio da Tradate e della sua bottega è facilmente riconoscibile, grazie ad una serie di elementi ricorrenti.
Le figure sono rigide, frontali, con gesti spesso ripetuti invariati, i volti allungati hanno fronte ampia, occhi con palpebre in evidenza, bocca piccola e naso rappresentato con pochi, semplici tratti.
Caratteristico della sua pittura è anche la rappresentazione di broccati decorati con motivi a fiore di cardo, di quercia e melograno, profilati con greche e punti, non riscontrabile in altri artisti locali.
Tranne rari casi, in cui il pittore appose data e firma alla sua opera, è difficile distinguere la sua mano da quella degli allievi.
In Valle Cannobina Antonio da Tradate lasciò testimonianze della sua opera; la sua fama di pittore della devozione popolare giunse infatti nella Pieve di Cannobio, dove gli furono commissionati dipinti in chiese e oratori.
Un percorso ideale, che attraversa sia la valle che le frazioni sul lago, porta alla scoperta di queste testimonianze artistiche, ma anche di quelle opere che, seppure non riconducibili al maestro lombardo, si possono ad esse accostare o per periodo storico o per similitudine di linguaggio.
Tutti i dipinti sono collocati nei paesi, o nelle immediate vicinanze, e quindi facilmente raggiungibili anche in automobile. 


Antonio da Tradate nel Locarnese e Cento Valli 

S. Michele - Palagnedra
S. Michele - Palagnedra
Analogamente al percorso in Valle Cannobina si può delineare un itinerario svizzero, che porta alla scoperta delle opere di Antonio da Tradate del quale elenchiamo alcune tappe significative e facilmente raggiungibili in automobile:

  • Chiesa di S. Martino (Ronco di Ascona)
  • Chiesa di S. Maria della Misericordia (Ascona)
  • Chiesa di S. Giorgio (Losone)
  • Chiesa di S. Maria in Selva (Locarno)
  • Chiesa di S. Vittore (Muralto)
  • Chiesa di S. Fedele (Verscio)
  • Chiesa di S. Michele (Palagnedra)

La pittura del XV e XVI secolo in valle Vigezzo

La Valle Vigezzo, a partire dalla metà del Seicento in poi, è stata un vivaio di artisti al punto che questa sua peculiarità le è valsa la denominazione di “Valle dei Pittori”. Non è facile comprendere quali siano state le ragioni che hanno portato i Vigezzini a praticare questa attività, per lo più a livello artigianale, e ad esportarla, a partire dalla metà del Settecento, come mestiere acquisito con cui guadagnare del denaro.
Nei secoli che precedono questa fioritura dell’arte locale, fu qualche artista di passaggio, soprattutto di area lombarda, a lasciare il proprio segno sulle facciate delle case della Valle o negli oratori.


L’attività dei maestri Seregnesi in Ticino

Parallelamente al percorso in Valle Vigezzo esistono anche itinerari in territorio elvetico che guidano alla scoperta delle opere dei Seregnesi, particolarmente attivi in terra svizzera, dove, infatti, il nome di Cristoforo compare già in un documento del 1448 quando risiedeva a Lugano, e, poiché il suo nome è spesso citato dal 1458 al 1492, era probabilmente anche un attivo membro della vita cittadina.
Nel 1455 firma, insieme al maestro “Lombardo da Lugano” gli affreschi della cappella di Lottigna. Nel 1463 il nome di Cristoforo compare per la prima volta insieme a quello del nipote Nicolao nel cartiglio che contiene la firma del ciclo pittorico di Rossura.
Ancora insieme firmano, tre anni più tardi, la Deposizione affrescata sull’arco trionfale di S. Maria della Misericordia ad Ascona. Solamente il ciclo di affreschi di S. Nicolao a Giornico, del 1478, è firmato unicamente da Nicolao ad attestare la sua avvenuta maturazione e il distacco dal parente più anziano.
Per diversi anni furono alla guida di un’operosa bottega attiva in tutto il canton Ticino e nella quale si erano inseriti numerosi collaboratori; se la fisionomia della bottega rimane comune, restano le discrepanze stilistiche tra un’opera e l’altra e non sempre è facile individuarne la paternità. L’attività dei maestri Seregnesi continuò fino alla fine del secolo XV e, mentre Cristoforo si spense nel 1493, Nicolao, come risulta da documenti che attestano dei pagamenti da parte del comune di Locarno, era ancora attivo nel 1500. (dal sito www.ticino-tourism.ch).

Uno dei percorsi di “scoperta” delle opere seregnesi porta nel Locarnese e nella Valle Maggia.
Ne elenchiamo qui di seguito alcune tappe significative: Chiesa di San Bernardo (Contra, sopra Tenero), Chiesa di San Vittore (Muralto), cappella di Santa Maria in Selva (Locarno, nel recinto del cimitero, lungo il rettifilo per Solduno), Chiesa di Santa Maria della Misericordia (Ascona), cappella affrescata (Antrobio); cappella di Santa Maria della Pioda (un po’ sopra il borgo di Maggia seguendo la mulattiera che porta al passo verso la val Verzasca).

 
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